Le statue di Parma raccontano la città

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Le statue di Parma raccontano la città

Parma è un insieme di tesori inestimabili e merita sicuramente più di una visita. Arte, storia, musica, cucina e anche… le statue di Parma.

Pensiamo per esempio ai capolavori che si portano in tavola come il Prosciutto o il Parmigiano.

La gastronomia è un grande richiamo per i viaggiatori che arrivano a Parma.

Ma un’altra grande attrattiva è sicuramente la musica, con uno dei suoi più celebrati protagonisti: Giuseppe Verdi.

E poi ci si ritrova in un luogo che conquista tutto il pubblico per i momumenti e l’atmosfera accogliente che attende tutti i visitatori, tra appassionati d’arte e della buona tavola.

Così, gironzolando tra i palazzi storici delle vie del centro, ci si accorge di altre testimonianze che provengono dal passato: le statue di Parma che si incontrano e narrano storie ricche di fascino.

A Parma statue di artisti ed esploratori

Iniziamo raggiungendo Piazza della Steccata dove sorge il monumento dedicato a Francesco Mazzola detto il Parmigianino.

Fu Giovanni Chierici a scolpirlo in marmo bianco nel 1879 ed diviso in due parti: la statua e la fontana.

La statua poggia, tramite un alto piedistallo, su una fontana a base quadrangolare.

Passiamo ora al piazzale della Chiesa dove, di fronte alla stazione ferroviaria, si incontra l’esploratore parmigiano Vittorio Bottego, immortalato in una statua bronzea.

Il monumento fu realizzato nel 1907 dallo scultore Ettore Ximenes, per celebrare il decimo anniversario dalla scomparsa dell’esploratore.

Bottego, raffigurato in divisa coloniale, è ritratto in posa su un piedistallo.

Di fianco a lui si trovano due guerrieri galla che simboleggiano i fiumi Omo e Giuba.

Intorno alla statua si trova una vasca d’acqua che sgorga dai massi situati sul basamento.

Il monumento è stato restaurato recentemente nel 2014 dall’architetto catalano Oriol Bohigas.

Piazza Garibaldi: l’Eroe dei Due Mondi e il Correggio tra le più belle statue di Parma

Piazza Garibaldi è impreziosita dalla imponente statua in bronzo che rappresenta l’Eroe dei Due Mondi.

Garibaldi è in piedi con le mani posate sull’elsa della spada. Si trova posizionato sopra l’alto basamento in cui si ammirano tre bassorilievi che raccontano la difesa di Roma, la battaglia di San Fermo e lo sbarco a Marsala.

Inaugurata nel 1893, fu realizzata da Davide Calandra e posizionata al centro della piazza, davanti al Palazzo del Governatore.

Poco distante, sulla stessa piazza sorge il monumento marmoreo che raffigura il pittore Antonio Allegri, celebrato come il Correggio.

L’artista è ritratto mentre studia uno dei propri lavori su una tavoletta retta da una mano e appoggiata su un ginocchio.

La statua realizzata dallo scultore Agostino Ferrarini nel 1870, si trova  posizionata in una nicchia del Palazzo del Comune.

La parte centrale del monumento dedicato a Verdi e la nuova statua sulla panchina

Purtroppo durante la seconda guerra mondiale, l’ampio monumento disegnato dall’architetto Lamberto Cusani e costruito, nel 1913, dallo scultore Ettore Ximenes fu danneggiato dai bombardamenti.

Il musicista Giuseppe Verdi era celebrato con un grande arco di trionfo e alti portici sormontati da terrazze e molte statue. Purtroppo fu abbattuto per mantenere solo l’ara centrale.

Ed è quella che possiamo ammirare ancora oggi in piazzale della Pace, vicino al Palazzo della Pilotta.

Realizzata in granito e bronzo oggi salva solo alcune delle 28 statue del progetto iniziale.

Nel 2018 invece tra le statue di Parma, in piazzale San Francesco, davanti alla Casa della Musica è stata inaugurato una nuova scultura.

Il nuovo omaggio a Verdi lo vede seduto su una panchina. Una scultura realizzata dallo scultore Sergio Brizzolesi, in occasione del bicentenario della nascita del celebre compositore.

L’opera, che pesa circa 400 kg, è stata donata al Comune dall’Associazione Comitato Promotore per la Scultura di Verdi.

Filippo Corridoni ed Enzo Scuri: il patriota e il filosofo della strada

Sindacalista, soldato e patriota del primo conflitto mondiale, Filippo Corridoni è rappresentato in un monumento alto più di tredici metri collocato nel piazzale omonimo.

Scolpita in bronzo da Alessandro Marzaroli nel 1927, la statua progettata a Parma da Mario Monguidi supera i quattro metri e si posa su una lapide di forma rettangolare.

Sui quattro lati si ammirano degli altorilievi che rappresentano Fede, Povertà, Amore e Ardore rivoluzionario.

Il basamento si posa su gradini di porfido,  è a forma quadrata e vi trovano posto 4 aquile, quattro teste e quattro frasi di Corridoni, morto nel 1915 sul Carso.

L’epigrafe è stata scritta dal poeta parmigiano Ildebrando Cocconi.

Parma ricorda anche un personaggio di tutt’altro genere.

Si tratta di Enzo Sicuri (1907-1988) un personaggio che apparteneva alla città e considerato “filosofo da marciapiede” anche se molti lo ricordano come il “mat Sicuri” anche se non era per niente matto.

Era un uomo che viveva alla giornata, per le strade della città, dormendo in scatoloni di cartone. Si vestiva di carta di giornale e sacchi dell’immondizia.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona onesta che possedeva una discreta cultura, ma aveva scelto uno stile differente di vita, era sì burbero e ribelle ma voleva essere libero.

Lo si vedeva spesso girare per la città con un carrettino carico di cartoni, scatole e stracci ed è ritratto di fianco a una bicicletta, seduto su uno scatolone.

Il monumento in bronzo, realizzato dallo scultore autoctono Maurizio Zaccardi nel 2004, si trova nel piazzale della Macina, vicino a Strada Cavour.

Il monumento al partigiano

In piazzale della Pace, davanti al Palazzo della Pilotta, si trova il monumento del Partigiano.

Costruito da Guglielmo Lusignoli negli anni 50 con le statue di Marino Mazzacurati, rappresenta un eroico partigiano con il mitra su un grande ceppo di gres.

Ai suoi piedi c’è un altro partigiano morente e appoggiato a un muro. Anch’esso ha un’espressione eroica e, al tempo stesso dignitosa.

Entrambi i soggetti della statua di Parma sono particolarmente espressivi e caratterizzati dall’intensità dei sentimenti di chi si sacrifica in nome di un ideale e che intende ravvivarlo per non vanificare la perdita dei propri compagni.

Il muro della fucilazione sullo sfondo è stato realizzato con i mattoni di una casa distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, nel 1944.

Ercole e Anteo

I parmigiani li chiamano “i du brasé”, in realtà si tratta di una scultura in rame che rappresenta Ercole e Anteo.

Il monumento è l’unico sopravvissuto tra tutte le statue che animavano il Giardino Ducale ai tempi della famiglia Farnese.

Il gruppo scultoreo, realizzato dall’artista fiammingo Teodoro Vanderstruck tra il 1684 e il 1687 era dedicato a essere sistemato nella grande vasca davanti a Palazzo Ducale.

Nel corso del Settecento però, trovò una collocazione nel Cortile della Zecca, di fronte alla Chiesa di San Francesco del Prato.

Poi, nel periodo napoleonico, si poteva ammirarlo nell’isolotto del laghetto del Giardino. E, successivamente, a ridosso del Municipio, sopra alla fontana progettata da Paolo Toschi.

Oggi, finalmente, il Comune ha restaurato le statue che rappresentano Ercole e il gigante Anteo.

E si trova nel cortile del Palazzo Cusani, all’interno della Casa della Musica.

 

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