La mostarda tradizionale di Cremona: viaggio alla ricerca del gusto

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La mostarda tradizionale di Cremona: viaggio alla ricerca del gusto

Un viaggio attraverso la campagna di Cremona consente di accostarsi ad alcuni dei migliori aromi e sapori della gastronomia di questi luoghi.

Oltre ai formaggi come il Grana Padano e il Provolone e al celebre torrone, scopriamo insieme dove e come nasce la mostarda.

La mostarda è l’erede del mosto cotto in cui gli antichi romani conservavano la frutta.

Durante il Medioevo alla ricetta fu aggiunta la senape e così nacque il primo esempio di mostarda che deriva dal latino “mustum ardens” cioè mosto piccante.

Quella che mangiamo oggi è una composta di frutta candita in uno sciroppo di zucchero aromatizzato con la senape.

E la mostarda di Cremona è la più diffusa e apprezzata. La prima testimonianza scritta della ricetta ci porta al lontano 1604.

Già allora la pianura intorno alla città era ricca di alberi da frutta. Grazie a questo metodo di conservazione si poteva gustarla anche d’inverno.

Si prepara con frutta mista (albicocche, ciliegie, fichi, mandaranci, pesche, prugne, melone, pere, cachi, mele, buccia di cedro ecc.) intera o a pezzetti, insieme a zucchero ed essenza di senape.

Per candire la frutta, si immerge in vasche riscaldate che contengono lo sciroppo zuccherino.

La frutta, tramite questo procedimento, diventa soda e perde la parte acquosa.

Il profumo e il sapore sono dolci e pungenti.

La mostarda si abbina alla perfezione con i bolliti di carne, gli arrosti e la selvaggina. Ma anche con i salumi e i formaggi e, perchè no, anche in qualche ricetta dolce.

 

 

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