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redazione

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CREMONA

Adagiata sulle rive del Po, Cremona ebbe sin dall’epoca romana  un’importanza rilevante nella storia e nella cultura italiana. La sua posizione centrale nella pianura padana e la presenza del grande fiume le ha permesso di essere un nodo focale dei traffici commerciali ed economici. Come sempre accadeva nel passato, le  città importanti dal punto di vista economico divenivano presto luogo  ideale per lo sviluppo delle arti e della cultura. è così che Cremona, ricca di importanti opere artistiche, divenne una vera e propria capitale culturale sia in campo artistico che musicale. Ed è proprio la musica, e in particolare l’arte liutaria, che fa di Cremona una città unica al mondo.Cremona è una Città d”arte, con un ricco e variegato patrimonio culturale e monumentale, e un sistema museale tra i più importanti a livello nazionale. La piazza del Comune, con il complesso  monumentale costituito dal Torrazzo, dal Duomo, dal Battistero, dal  Palazzo del Comune e dalla Loggia dei Militi costituisce uno dei più significativi esempi di architettura medievale, rimasto ancora integro  in tutto il suo splendore. Fra i luoghi simbolo della cultura cremonese vi è il Teatro ”Ponchielli”, un teatro storico e di tradizione, vero e proprio gioiello architettonico,  perfettamente conservato, che offre un cartellone di grande prestigio,  con stagioni di prosa, operistiche, concertistiche e musicali di elevata  qualità.

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PARMA

Una città dallo spirito allegro e socievole, con una forte tradizione artistica e culturale, tra cui spiccano nomi di rilievo Benedetto Antelami cui si devono il Duomo e il Battistero, in marmo rosa di Verona; Correggio, che lavorò alla Camera di San Paolo, in San Giovanni Evangelista e in Duomo e Parmigianino che affrescò la chiesa di Santa Maria della Steccata e parti di San Giovanni.

La Galleria Nazionale posta all”interno del Palazzo della Pilotta, ospita opere di Parmigianino, Canova, Tiepolo e Leonardo da Vinci. Anche l”architettura moderna a Parma ha un suo spazio: le opere di Renzo Piano, l’Auditorium Paganini e il Barilla Center, il meraviglioso Piazzale della Pace antistante la Pilotta, opera di Botta e la futura stazione di Bohigas sono solo alcuni degli esempi più; celebri.

Parma è soprattutto città della musica e del teatro. Questa passione, ben oltre il binomio Parma-Verdi, si manifesta nella varietà di proposte e nelle strutture ad essa dedicate: l’Auditorium Paganini, la Casa della Musica, la Casa natale e museo Arturo Toscanini, la Casa del suono e non ultimo il Teatro Regio, che voluto da Maria Luigia e inaugurato nel 1829, resta ancora oggi uno dei teatri più rinomati al mondo. Nella provincia infine vi sono numerosi castelli, eredità delle diverse signorie che tra il Trecento e il Quattrocento si imposero a Parma: gli Scaligeri, i Visconti e alla fine gli Sforza. I più importanti sono: il Castello di Bardi, il Castello di Torrechiara, la Rocca di Fontanellato e la Reggia di Colorno.

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MANTOVA

Il territorio mantovano disseminato delle indelebili tracce lasciate dal suo passato denso di storia, popolato da personaggi emblematici. Monumenti ed edifici ci raccontano la ricca biografia della città e ci narrano le vicende dei suoi protagonisti e dei patrioti come i Martiri di Belfiore, ad esempio: a ricordarli ci pensa un monumento, che sorge sul lago Superiore, con la frase “Qui cadendo rovesciarono il carnefice“. il Ponte della Gloria di Goito, invece, omaggia la memoria dei bersaglieri. Le diverse chiese romaniche, ancora, sono un lascito di Matilde: grande donna ed  attrice politica centrale, convinta sostenitrice del Papa.

Procedendo per le zone rurali del mantovano incontrerete Santa Maria di Felonica e San Benedetto Polirone.Visitando queste terre, inoltre, vi imbatterete anche nelle sinagoghe e nei cimiteri ebraici: documenti che testimoniano la nutrita presenza di ebrei a partire dal XIII secolo. Una presenza consistente: Mantova accolse, infatti, anche gli ebrei espulsi da altri Paesi e vide crescere, fino all’avvento dei napoleonici, le dimensioni del ghetto. Infine, non si può parlare della storia della città lombarda senza parlare di loro: dei grandi Gonzaga. La loro fu una parabola incredibile, che li vide iniziare come affittuari terrieri ed arrivare a prendere pieno possesso del mantovano, intessendo  una raffinata rete di alleanze strategiche con l’Imperatore e col Papa, con Venezia e con Ferrara. Sotto i Gonzaga Mantova divenne splendida, meta di artisti come Donatello, Rubens, Pisanello, Mantegna, Leon Battista Alberti.